Dalla cosmologia di Ferecide alla musica elettronica, così nasce Khthonie, il nuovo disco di Dalila Kayros

Non c’è creazione, né inizio assoluto: per Ferecide, pensatore e scrittore greco vissuto nel VI secolo a.C., la Terra esiste da sempre e, insieme al Tempo (Chronos) e a Zeus (Zas), forma una triade eterna da cui prende vita l’Universo. Una visione arcaica e affascinante, a metà tra mito e filosofia, in cui il cosmo nasce non con la violenza ma con un gesto di unione: Zeus riveste Chthoniê, la Terra primordiale, con un manto ricamato di stelle, oceani e montagne. È così che la materia prende forma, e il mondo come lo conosciamo comincia a respirare. 

Penserete che mi sono ammattito. E invece no! Sono partito dalla cosmografia di Ferecide per presentarvi l’ultimo lavoro di Dalila Kayros, artista sarda, che fa del canto e del ritmo la base della sua ricerca musicale. Il suo nuovo album, uscito proprio oggi per Subsound Records, si chiama Khthonie, non a caso. Il parallelismo tra cosmografia ferecidiana e musica ha scatenato la fantasia e l’abilità interpretativa di Dalila. Un percorso logico fatto di note, sogni, letteratura, fusi insieme per dar vita a nove brani – 42 minuti di ascolto – nei quali la musica elettronica scritta assieme a Danilo Casti e la sua attenta ricerca vocale scavano nei generi musicali per trovare l’elemento ancestrale della musica. Continua a leggere



Giovanni Guidi e Matthew Herbert: piano, elettronica e improvvisazione

Giovanni Guidi – Foto Roberta Paolucci

Domani sera al Teatro di Fiesole, Firenze, organizzato da Toscana Produzione Musica, si potrà ascoltare un concerto davvero interessante, basato sull’improvvisazione pura. Sul palco il pianista umbro Giovanni Guidi e l’inglese Matthew Herbert, musicista, Dj, esperto di musica elettronica. Giovanni è artista e compositore molto coinvolgente; di lui mi ha appassionato quel bellissimo lavoro uscito nel 2021 intitolato Remiscenze, in duo con Daniele di Bonaventura. È figlio del grande Mario Guidi, mancato nel dicembre del 2019, pioniere del jazz italiano e manager di grandi musicisti come Enrico Rava e Paolo Fresu.  Continua a leggere



Ginevra Nervi: la voce, i palchi, la musica elettronica

Ginevra Nervi – Foto Gioele Vettraino

Non so quanti di voi abbiano visto al cinema Giorni Felici, il film di Simone Petralia con Franco Nero e Anna Galiena uscito l’11 dicembre scorso. La colonna sonora di questo dramma fatto di silenzi eloquenti girato tra le pareti di un’unica casa l’ha firmata una giovane musicista genovese di stanza a Roma, Ginevra Nervi, 29 anni. Ginevra è una musicista che si dedica all’esplorazione della voce, che filtra, trasforma, studia, elabora grazie alle sue “macchinette”, come chiama gli strumenti che usa per esprimere la sua arte.

Il suo genere è la musica elettronica che, detta così, è tutto e niente. Fare arte attraverso impulsi elettroacustici può sembrare un ossimoro. Nel caso di Ginevra è un mondo onirico e fantastico che riesce a risucchiarti tra morbidi prati sonori e l’uso di pochi strumenti, una chitarra, l’amato basso a quattro corde, un vecchio organo Farfisa, un violoncello. Ho fatto una lunga chiacchierata con lei, dove abbiamo parlato della sua musica ma anche di soundtrack e palchi…. Continua a leggere



Kublai, la vita è un… sogno vero

Delle ultime uscite italiane di questi mesi mi ha interessato un Ep intitolato Sogno Vero a firma Kublai. Quattro brani dove l’elettronica è il filo conduttore per un lavoro cantautorale al cento per cento, arricchito da gran bei fraseggi che attingono al rock progressive. 

L’artista in questione è milanese, ha 35 anni e si chiama Teo Manzo. Condivide il progetto con Mamo, l’ex batterista degli Io?Drama, amico di una vita. Proprio in una Milano inaridita d’underground, che ha abbandonato il ruolo di città stimolante per una sistemazione più comoda su un mainstream sempliciotto, chiuso tra rap, trap e beat prefabbricati buoni per ogni stagione, Teo ha compiuto nel suo piccolo un miracolo allo stato solido. Insomma, vien da dire, c’è vita su Marte.  Continua a leggere



Petardo: ansie, paure e battaglie nel disco Panfobia

Panfobia. Una vaga, costante paura di tutto. Le angosce di questo tempo, tra virus, guerre, incertezze sono uno stimolo per gli artisti. Riccardo Salvini, Petardo in uno dei suoi moniker, è un polistrumentista piemontese, uno che prende con rara passionalità il ruolo di artista. Mettere in scena un lavoro dove prevale il suono di una chitarra e la voce di Riccardo incapsulati in un notevole arrangiamento – opera di Maurizio Borgna – realizzato solo utilizzando synth modulari, significa crederci incondizionatamente, senza strizzare l’occhio a nessuno, nemmeno a i tuoi fan.  Continua a leggere



La casa armonica di Valerio Corzani ed Erica Scherl

La musica che cattura l’attenzione e dà emozioni è quella che vive nei piccoli particolari. Basta un accento, un semitono, un effetto. Una sensazione che ho provato fin dalle prime note ascoltando Valerio Corzani ed Erica Scherl, gli Interiors, nel loro ultimo lavoro, Overtones + Overtones Remix. Il nome che si è dato il duo è quanto mai calzante rispetto alla loro idea di musica e, soprattutto, di questo nuovo album. Interni, che possono essere luoghi fisici o mentali. Luoghi, come li intendeva il filosofo Heidegger nei suoi studi ontotopologici, che coincidono con l’edificare e, dunque, l’abitare. Costruire e mettere… Continua a leggere


Arpa ed elettronica nella musica di Floraleda Sacchi

Floraleda Sacchi – Foto Andrea Sirtori

Oggi torniamo a parlare d’arpa. Strumento affascinante, mistico, che esiste da milioni di anni. Probabilmente il primo a pizzico, con tutta probabilità nato dall’arco usato per cacciare. Testimonianze di arpe esistono nell’antico Egitto, 5 mila anni fa, ma ce ne sono anche di più vetuste, di seimila anni fa, traccia trovata su un vaso sumero rinvenuto a Ur, nella bassa Mesopotamia. Non voglio narrarvi la storia dell’arpa, ma uno strumento così antico affascina, a maggior ragione perché è presente in molte culture e popolazioni, in vari modelli, forme e grandezze, dall’Africa, all’Europa, all’Oriente. Grazie a ottimi musicisti, da anni l’arpa… Continua a leggere