Musicabile

Mauro Ferrari e Piero Sidoti insieme per… Riconoscienza

Per chi si trova a Udine, questa sera al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, ci sarà una prima interessante dal titolo Riconoscienza. Musica cantautorale, dialoghi e, ovviamente, tanta Scienza in un mix teatrale pensato scritto ed eseguito da uno scienziato, Mauro Ferrari, e da un musicista, Piero Sidoti. Entrambi “furlani”, il primo oltre che il padre della nano-medicina e cinque lauree è anche musicista, suona il sax, il secondo, che ha composto tutti i testi e le musiche, ha una laurea in biologia e insegna matematica e scienze in un liceo del capoluogo friulano. Di Piero Sidoti vi avevo parlato lo scorso anno in occasione dell’uscita del suo nuovo disco, Amore (fino a prova contraria), che è diventato anche una fortunata pièce teatrale. Ho chiamato Piero per farmi raccontare l’inedito duo, lo spettacolo e quello che succederà sul palco…

Riconoscienza, perché questo titolo?
«Nasce come un canto d’amore alla Scienza e alla vita. Riconoscienza per questa nostra vita così drammatica ma anche splendida. Raccontiamo dunque la scienza da un altro punto di vista, partendo non dagli sterili numeri ma dall’etica e dall’amore che c’è dietro la ricerca e lo studio scientifico. La conoscenza al servizio del prossimo. Mauro quando parla di scienza parla d’amore, io non ho fatto altro che aumentare la liricità del suo racconto scientifico attraverso le canzoni. Ho una laurea in biologia, per me è stata una sintesi molto bella l’aver trovato uno scienziato di così grande fama appassionato di musica».

Sarà uno one shot?
«No, assolutamente! L’idea è di portarlo in giro. Partiamo da Udine – dove abbiamo 1400 persone che ci verranno a vedere questa sera – ma stiamo montando un tour, vorremmo farci del male fino in fondo!».

Scienza e musica come si conciliano? La musica è scienza o è solo arte?
«La musica è anche scienza perché parte dai numeri, però poi questi si combinano in maniere diverse, in modo infinito fino a raggiungere territori inesplorati, ed è lì che la definiamo arte».

Anche la Scienza, a suo modo, è arte?
«Seguendo questo concetto sì, ne ha tutte le caratteristiche: crea dal nulla, ha il dono della sintesi; E=mc2 significa che l’energia è uguale alla massa, ed è qualcosa di estremamente poetico. La poesia quando è veramente efficace è sintetica, così anche le formule».

Parlate di riconoscenza per la Scienza in un momento in cui questa è sotto attacco. Secondo me siamo precipitati in un nuovo Medioevo. Tu cosa pensi?
«Condivido. La cosa più drammatica è che il discorso scientifico molto spesso si è appiattito e prostituito a una dinamica televisiva. Mi spiego: la Scienza dà dei possibili scenari futuri, la televisione nei suoi talk show non riesce a padroneggiare cinque scenari possibili. È solo capace di dire che sono cinque posizioni differenti. La scienza, invece, non offre certezze, segue un metodo rigoroso ma non dà sicurezze matematiche. Purtroppo in Italia abbiamo bisogno di essere sempre o guelfi o ghibellini, vax o no vax: i vaccini sono utili ma non sono l’elisir di lunga vita, il vaccino sicuramente ha i suoi effetti collaterali, è tutto un calcolo di costi e benefici. La scienza è giusto che stia fuori da certe polemiche, perché ha una grammatica bella precisa e non è il caso che si schieri da una parte o dall’altra».

Cosa farete sul palco?
«Musica e dialogo sulle note autobiografiche di Mauro. Alcuni suoi esperimenti sono partiti con i razzi di Elon Musk da Cape Canaveral…Parleremo dell’amore per la Scienza, quindi di un aspetto più romantico. La ricerca al servizio di chi ha bisogno, di chi soffre. La Scienza è utile quando è mossa dall’amore, come la storia di Mauro insegna: si è messo a ricercare una cura contro il cancro che aveva colpito una persona a lui vicina».  

Chi suonerà con voi?
«Quattro splendidi musicisti: Fulvio Biguzzi Ferrari, Tommy Graziani (il figlio di Ivan), Massimo Marches e Dario Vezzani: chitarra, basso, tastiere e batteria, una band completa, un musical con un impatto sonoro piuttosto consistente».

Quando ci siamo sentiti lo scorso anno mi avevi detto che la scienza ammette l’errore perché questo è un atto distintivo… quindi anche noi siamo tanti errori!
«Sì (ride, ndr), perché l’errore è un’anomalia. Anche il principio della comicità è basato sull’errore, perché sposta la logica e per reazione emotiva a questa dissonanza cognitiva si inizia a ridere. Penso che l’errore sia la base di tante cose meravigliose. Come dice Mauro: se non ci fosse l’errore intrinseco nella scienza, la ricerca non si chiamerebbe ricerca ma cerca e trova. La parola ricerca ha già la sconfitta dentro, significa che devi continuare a cercare, provare e riprovare».

Voi parlate lo stesso linguaggio lui suona tu suoni, lui si occupa di scienza tu pure…
«Diciamo che lui scrive il libro su cui io studio per insegnare agli alunni!». 

Mauro è un matematico, giusto?
«Non solo, ha cinque lauree, è anche fisico e medico, studia il cancro metastatico di polmoni e fegato, sta progettando farmaci per questa malattia con dei risultati molto incoraggianti. Per ora solo sui ratti, dunque è ancora presto per cantar vittoria. Lavora con la nano-medicina, che implica dei principi fisici, nello specifico, un trasporto per più vettori mirato sul tumore. Nel frattempo ha inventato altri farmaci e ha dato origine, appunto, anche alla nano-medicina».

Vive qui o negli Stati Uniti?
«Vive e lavora a Houston in Texas ma ogni mese ritorna a Udine per trovare la mamma. Lo spettacolo lo abbiamo preparato in queste sue visite, seguirlo è da esaurimento nervoso!»

Ci sarà molto di improvvisato?
«Con Mauro è impossibile che non ci sia l’improvvisazione. Io sarei più per un copione fisso, invece mi sa che mollo tutto e lo seguo, chissà dove andremo. In fin dei conti anche questo è un esperimento scientifico!».

P.S. L’evento è promosso dalla Fondazione Mauro Ferrari e Famiglia con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG, in collaborazione con il Comune di Udine, Federsanità ANCI FVG e la Fondazione Brunello e Federica Cucinelli. Sponsor della serata Banca Di Udine. La Fondazione Mauro Ferrari e Famiglia all’interno del teatro adibirà uno stand per la raccolta fondi (a offerta libera) in favore dell’Associazione La Nostra Famiglia polo FVG che, attraverso la Cura e la Ricerca Scientifica, si occupa del recupero funzionale di persone prevalentemente in età evolutiva. Qui tutte le info.

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